Itinerario 1
Itinerari 1
Tra argilla, natura protetta
e panorami senza confini
Tra argilla, natura protetta e panorami senza confini
Questo itinerario attraversa ambienti di grande valore naturalistico, tra affioramenti argillosi, aree protette e ampi panorami sulla pianura bolognese. Il percorso, privo di difficoltà tecniche e adatto a tutti, si sviluppa per circa 13 km tra pianura e collina, offrendo un’esperienza completa tra natura, paesaggio e punti di osservazione di particolare suggestione.
ITINERARIO
Percorso senza particolari difficoltà, di circa 13 km e 400 m di dislivello positivo, in ambiente di pianura e collina.
La partenza è dal Parco Foresta della Vita. Seguendo il sentiero CAI 801a – Flaminia Minor, si attraversa il Parco Donatori Volontari di Sangue e si costeggia il Parco del Rio Marzano. Si prosegue sempre sul 801a fino a Sant’Andrea, dove si possono ammirare la chiesa e Villa Massei.
A questo punto si entra nel Parco dei Gessi Bolognesi e dei Calanchi dell’Abbadessa: il percorso diventa via via più “selvaggio”, pur rimanendo di facile percorrenza. Inizia la salita costeggiando Monte Arligo, in direzione del Passo dell’Abbadessa. Continuando a seguire il sentiero 801a si raggiunge l’Agriturismo Dulcamara.
Nel punto più alto si può godere di un bellissimo panorama su Bologna Est e sulla pianura. Si lascia l’801a per prendere il CAI 801 in direzione ovest, tratto che coincide con il Cammino di Sant’Antonio e con la Via dei Gessi. Si passa di fronte al Pilastrino sull’omonima via e, poco dopo, si incontra un altro affascinante punto panoramico sui calanchi di Sant’Andrea.
Si prosegue in direzione Ciagnano, passando a fianco dell’Agriturismo La Palazzina, poi si svolta a destra in Via Poggio per imboccare la via del ritorno.
punti di interesse
Calanchi di Sant’Andrea
Da questo punto è possibile spaziare con la vista a 360°, godendo di una meravigliosa visuale dei calanchi di Sant’Andrea e della Pianura Padana a nord, della prima collina a est e a ovest, e dell’Appennino bolognese a sud. I calanchi, in particolare, si mostrano in tutta la loro austerità: un paesaggio duro ma molto affascinante, soprattutto in primavera grazie alla fioritura di diverse piante, tra cui spiccano le ginestre.
Nelle giornate più limpide, soprattutto nelle stagioni fredde, si possono ammirare anche le Prealpi, mentre con un cielo sereno è possibile godere della vista sulle montagne dell’Appennino, dal Corno alle Scale al Cimone.
Pilastrino
Convento Camaldolese
Lungo l’omonima via si trova un pilastrino, edificato per ricordare l’antica presenza di un monastero del ramo femminile dell’ordine camaldolese, dedicato a Santa Cristina, e la storia di Diotagora Fava e della Beata Lucia di Settefonti, badessa del monastero.
Il pilastrino fu eretto per volere della famiglia Fava, dopo la demolizione del monastero avvenuta nel 1769, a seguito del decadimento della via come strada di comunicazione.
Una lapide ricorda la storia dei due giovani, vissuti intorno al 1100.
Chiesa di Sant’Andrea
Situata nell’omonima località del Comune di Ozzano dell’Emilia, questa piccola chiesa risale all’XI secolo. Fino al 1149 appartenne ai monaci camaldolesi dell’Abbazia di San Michele Arcangelo di Castel de’ Britti; successivamente passò alle monache dello stesso ordine del Monastero di Santa Cristina di Stifonte.
Nel 1158 le suore si trasferirono nel caseggiato annesso alla chiesa di Sant’Andrea e, nel 1245, in quello di Santa Cristina della Fondazza a Bologna, loro casa madre. La chiesa, tuttavia, continuò a essere officiata, retta da un cappellano.
All’interno sono conservate le spoglie della Beata Lucia di Settefonti e le catene che tennero prigioniero in Terrasanta il giovane cavaliere Diotagora Fava, che secondo la tradizione fu da lei salvato miracolosamente.
Presso l’edificio storico di Villa Torre si trova uno dei Centri Visite del Parco Regionale dei Gessi Bolognesi e dei Calanchi dell’Abbadessa.
Il centro è dedicato agli elementi di interesse naturalistico tutelati all’interno del parco, con particolare attenzione agli ambienti calanchivi, ed è nato come punto di riferimento per le attività di informazione, educazione e turismo ambientale dei Parchi dell’Emilia Orientale.
La struttura ospita anche il percorso museale “Da Mare a Mare”, dedicato alla geologia del territorio del Parco. È inoltre possibile reperire materiale informativo sul territorio (pubblicazioni, opuscoli gratuiti e cartine).
Chiesa di Sant’Andrea
Situata nell’omonima località del Comune di Ozzano dell’Emilia, questa piccola chiesa risale all’XI secolo. Fino al 1149 appartenne ai monaci camaldolesi dell’Abbazia di San Michele Arcangelo di Castel de’ Britti; successivamente passò alle monache dello stesso ordine del Monastero di Santa Cristina di Stifonte.
Nel 1158 le suore si trasferirono nel caseggiato annesso alla chiesa di Sant’Andrea e, nel 1245, in quello di Santa Cristina della Fondazza a Bologna, loro casa madre. La chiesa, tuttavia, continuò a essere officiata, retta da un cappellano.
All’interno sono conservate le spoglie della Beata Lucia di Settefonti e le catene che tennero prigioniero in Terrasanta il giovane cavaliere Diotagora Fava, che secondo la tradizione fu da lei salvato miracolosamente.
Presso l’edificio storico di Villa Torre si trova uno dei Centri Visite del Parco Regionale dei Gessi Bolognesi e dei Calanchi dell’Abbadessa.
Il centro è dedicato agli elementi di interesse naturalistico tutelati all’interno del parco, con particolare attenzione agli ambienti calanchivi, ed è nato come punto di riferimento per le attività di informazione, educazione e turismo ambientale dei Parchi dell’Emilia Orientale.
La struttura ospita anche il percorso museale “Da Mare a Mare”, dedicato alla geologia del territorio del Parco. È inoltre possibile reperire materiale informativo sul territorio (pubblicazioni, opuscoli gratuiti e cartine).
Villa Massei
Situata nell’omonima località del Comune di Ozzano dell’Emilia, questa piccola chiesa risale all’XI secolo. Fino al 1149 appartenne ai monaci camaldolesi dell’Abbazia di San Michele Arcangelo di Castel de’ Britti; successivamente passò alle monache dello stesso ordine del Monastero di Santa Cristina di Stifonte.
Nel 1158 le suore si trasferirono nel caseggiato annesso alla chiesa di Sant’Andrea e, nel 1245, in quello di Santa Cristina della Fondazza a Bologna, loro casa madre. La chiesa, tuttavia, continuò a essere officiata, retta da un cappellano.
All’interno sono conservate le spoglie della Beata Lucia di Settefonti e le catene che tennero prigioniero in Terrasanta il giovane cavaliere Diotagora Fava, che secondo la tradizione fu da lei salvato miracolosamente.
All’interno sono conservate le spoglie della Beata Lucia di Settefonti e le catene che tennero prigioniero in Terrasanta il giovane cavaliere Diotagora Fava, che secondo la tradizione fu da lei salvato miracolosamente.
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Contatti
Telefono
Indirizzo
Via degli Orti, 16/a,
40064 Ozzano Emilia (Bo)
Orari
c/o Palazzo Comunale
-Lunedì: dalle 10:00 alle 12:00
-Giovedì: dalle 10:00 alle 12:00
-Altre giornate su appuntamento presso l’ufficio di Via degli Orti 16/A
